Cristo Re
La liturgia ci offre l’immagine di Cristo Risorto come Pastore e come Giudice
.


Come Pastore si preoccupa delle sue pecore, aperte così il Signore Dio. Nella prima lettura (si può notare) che tutti i verbi sono in prima persona. Verbi molto belli, pieni di cura e di tenerezza con cui Dio esprime la sua sollecitudine verso il suo Popolo, che oggi siamo noi, la Chiesa, tutta l’umanità: come il pastore conta le sue pecore così il Signore:” Io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna”. (Ez. 34,11) Guarda se nel suo regno non sono presenti tutti i suoi figli. Tutto questo ha fatto Gesù venendo sulla terra in parole e in opere. Ha compiuto la missione del Padre: Vuole vedere tutti i suoi figli nella casa, nel suo Regno eterno. <> è stato il grido del Crocifisso prima di esalare lo spirito.
<> (1Cor.1,20) è la nostra fede! La risurrezione appartiene alla storia della salvezza intessuta da Dio con pazienza, mitezza, misericordia. Sino alla fine dei tempi continua l’opera della salvezza, quando ormai <<in Cristo tutti riceveranno la vita (1 Cor. 15,22) e la morte sarà vinta per sempre. (v.26)
Quando a posto una domanda sulle parole dure di Cristo Giudice” via da me maledetti, nel fuoco eterno preparato per …” Fa parte del mistero d’iniquità (2 Tes. 2,7) che per noi resta un enigma (a voi meditare su questo).
Certamente i Regno dei cieli appartiene ai più piccoli, alle categorie espresse nelle beatitudini e nel Vangelo (di oggi), di questa giornata.
“Su chi volgerò lo sguardo? “Sull’umile e su chi ha il cuore contrito”.
Questa preferenza ci sorprende: Come è possibile? La logica di Dio non è la nostra, il pensiero di Dio non è il nostro pensiero.
Perciò alla conclusione di quest’anno liturgico la Parola di Dio ci invita a fissare lo sguardo su Gesù, re dell’universo, che chiama altri a regnare con Lui rendendoli partecipi della sua signoria. Dio si curva su di noi per rialzarci consola il nostro pianto colma di bene la nostra povertà. Questo ci annuncia il Vangelo. Il Regno di Cristo ci sorprende ancora, perché Lui si identifica con il bisogno dei suoi fratelli più piccoli” ogni volta che lo avete fatto a loro lo avete fatto a me”. Ne bisogno dei poveri è presente Gesù stesso.
La pagina evangelica ci fa vedere quindi come al giudizio finale saremo vagliati in base ad alcuni precisi requisiti: Cristo ci riconoscerà nella misura in cui lo avremo riconosciuto, visto amato e servito nei fratelli.
Costruiamo il Regno di Dio compiendo tutto il bene che si può fare. La fatica fa parte di questo percorso durante i quale si comincia anche a gustare la gioia di contemplare il volto di Dio rigato dalla sofferenza, dalle lacrime, segnato dalla fame e sete di compassione e di aiuto.
Il signore Gesù è venuto per insegnarci tutto questo, perché “regnare è servire e servire è regnare”. Spirito di Dio Vieni in noi, vogliamo riconoscerti e onorarti con casto amore nei nostri fratelli e sorelle. Dacci la grazia per superare egoismi, paure e chiusure del cuor, per camminare insieme nell’amore e pregustare la gioiosa comunione dei santi. Amen