Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (Fil 1,20c-24.27a)

Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo. Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo.

«Per me il vivere è Cristo» e «Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio» (sal 41).

San Benedetto nel IV capitolo della Santa Regola scrive: «Desiderare la vita eterna con tutto l’ardore spirituale». Questo è l’amore di Paolo per Cristo, è la passione di amore per Cristo. Come Cristo Gesù desidera compiere la sua passione d’amore e di salvezza affidatagli dal Padre, così Paolo usa l’espressione «Cristo nel mio corpo sarà glorificato» simile a quella di Gesù prima della sua Passione: «Padre glorifica tuo Figlio perché il Figlio glorifichi Te» (Gv 17,1).

Paolo era giunto a Filippi, città della Macedonia, insieme a Timoteo e Sila riuscendo a fondare una comunità. Scrisse la lettera ad Efeso in prigione a causa del Vangelo. I rapporti di Paolo con i Filippesi erano fondati su una solida amicizia. Aveva ricevuto alcuni loro doni, per cui scrisse questa lettera che continueremo a leggere nelle prossime 4 domeniche.

Paolo, prigioniero a Efeso, sente la stanchezza e il peso degli anni e pensa all’incontro con Gesù al quale ha dedicato tutta la sua vita. Desidera morire per essere con Cristo, ma anche lavorare ancora per il Vangelo e confermare nella fede le comunità da lui fondate. Si abbandona però alla volontà di Dio, disposto anche a posticipare l’incontro con il Signore per servire le comunità. Questo pervadeva tanto la vita di Paolo che sulla sua tomba a Roma è scritto «Per me vivere è Cristo e il morire un guadagno».

San Benedetto ci esorta in questo senso a «non avere nulla più caro di Cristo» (RB 5,1).

Meditiamo:

– Come esprimo il mio amore per Cristo? San Benedetto ricorda nel IV capitolo di «desiderare la vita eterna con tutto l’ardore spirituale». Già da ora viviamo in modo imperfetto la vita eterna, ma io la desidero er congiungermi a Cristo per sempre? Credo a questa verità?

– Paolo, afferrato da Cristo, ha imparato l’umiltà dell’obbedienza perché preferisce Gesù al falso amore di se stesso. Siamo convinte che preferire Cristo ci libera da tutto ciò che divide?

– Cosa significa sintonizzare tutta la mia vita con il Vangelo?