Dalla lettera agli Ebrei (Eb 12,1-4)

Fratelli, anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.

Il messaggio della lettera agli Ebrei è inviato ai cristiani che attendono la realizzazione delle promesse di Gesù e sono scoraggiati tanto da essere tentati di abbandonare la propria fede. Le difficoltà erano iniziate subito dopo la loro conversione: aggrediti, spogliati dei loro beni e messi in prigione (Eb 10, 32-34).

L’autore di questa lettera li invita a non perdersi d’animo, a non cedere. Le prove sono occasioni preziose: permettono di testimoniare la loro fedeltà a Cristo.

Chi scrive paragona la condizione di questi cristiani a una corsa nello stadio. La meta è Cristo. Noi, suoi discepoli, se siamo osteggiati e derisi, vinciamo la tentazione di adeguarci alla mentalità del mondo, rinnovando ogni giorno la scelta di seguirlo e guardando il suo esempio. La preghiera è la nostra arma vincente, la fedeltà è la nostra forza, i sacramenti con la Parola di Dio sono le colonne fondanti che sostengono le scelte fatte per il Signore.

La sequela Christi non genera donne e uomini depressi e frustrati dalla vita passata e presente, ma anime ardenti che «corrono» come Pietro e Giovanni il mattino di Pasqua, con lo sguardo verso «Colui che è morto e risorto per me», direbbe Paolo. Così diventiamo donne e uomini “pasquali”!

Preghiamo per noi, per i sacerdoti, per il Papa, per tutta la Chiesa, in particolare per i cristiani perseguitati: con la vita professiamo la nostra fede per diventare testimoni credibili e pasquali. Amen