Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1Cor 2,1-5)
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
Paolo scrive dopo il fallimento della sua predicazione ad Atene, quando aveva cercato di annunciare Cristo con parole ricercate ed eleganti, ma con scarsi risultati. Arrivato a Corinto cambia la forma del suo linguaggio. Dio non ama chi può vantare dei meriti, ma chi ha bisogno del suo amore.
La preferenza di Dio verso gli umili è una conseguenza dell’amore di Dio. Paolo sviluppa questo tema e spiega che la fede autentica non si fonda sulla sapienza umana o sull’eloquenza facile, ma sulla potenza di Dio rivelata nel mistero di Cristo crocifisso. Porta l’esempio concreto della sua persona: rinuncia all’eccellenza della parola per non svuotare la forza della croce.
Paolo arde dello «zelo buono» di cui parla san Benedetto (RB 72,2). Gesù ha acceso nel suo cuore un fuoco che non può contenere (Ger 20,9).
Per Paolo, e per noi, Gesù è l’unica persona da annunciare e far conoscere ai cristiani di ieri e di oggi. Chiede di credere a Cristo crocifisso e risorto, ritenuto da molti soltanto un uomo giustiziato e fallito.
L’apostolo era cosciente di non aver capacità oratoria e la sua stessa persona era debole e piccola. Malgrado questa mancanza di supporti umani, il Vangelo si è diffuso come e più di una macchia di olio. Come mai? La Parola di Dio è forte per se stessa. Il cuore dell’uomo è toccato dalla manifestazione dello Spirito e dalla sua potenza. Una volta toccato, questo cuore si accende e arde d’amore come il cuore di Gesù.
Riflettiamo:
- Attraverso quali mezzi ho conosciuto Gesù Cristo?
- Ho sperimentato la forza di Dio nella mia fragilità umana?
- La mia fede su chi o su cosa è fondata?
Preghiamo il Signore perché ci ottenga il dono della Sapienza che viene dall’alto, il dono di considerare la croce come purificazione e partecipazione alla sua Passione e infine il dono di amare la sua Parola che illumina il nostro cammino verso il cielo. Amen
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