Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1Cor 2,6-10)
Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano». Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.
L’apostolo Paolo contrappone la sapienza divina rivelata tramite lo Spirito e centrata sulla croce di Cristo alla sapienza del mondo. Perché?
A Corinto c’è chi predica il Vangelo con sottili ragionamenti, come i filosofi, mentre Paolo li ha formati alla fede scaturita dalla croce di Cristo.
Chi lascia agire in sé lo Spirito Santo e accoglie il suo messaggio possiede la Sapienza cristiana, quella del mondo di Dio, che può essere compresa soltanto dai cosiddetti “perfetti”, cioè cristiani maturi.
I duri di cuore, tra i quali possiamo esserci anche noi, rifiutano la vera sapienza perché giudicata e ritenuta una «pazzia». L’autentica sapienza riconosce in Gesù il Signore della gloria e il dono della salvezza che promana dalla sua croce. L’amore verso Dio apre gli occhi e l’orecchio del cuore. La sapienza rivela se stessa quando siamo disponibili a farla entrare. Non esiste messaggio migliore dello Spirito Santo, poiché Egli conosce ciò che sia di più intimo e nascosto nel cuore del nostro Creatore (cfr. Rm 8, 26-27).
In altre lettere Paolo chiama questa divina sapienza «mistero taciuto per secoli eterni, ma rivelato ora» (Rm 16,25-26 e Col 1,26).
Il disegno divino della salvezza universale era noto soltanto a Dio da tutta l’eternità e nessuno poteva immaginare quale meraviglia egli stesse preparando.
Il mistero descritto da Paolo è sorprendente: «occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano» (1 Cor 2,9).
Fermiamoci, dunque, a contemplare il mistero che appartiene alla Sapienza di Dio.
Ogni giorno che nasce chiediamo il dono della sapienza. È lei a indicarci il cammino, è lei che dà luce alla intelligenza dell’uomo, è lei la sapienza divina che non ritrae il suo dono a chi a invoca per vivere secondo il cuore di Dio.
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