Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 13,8-10)

Fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole; perché chi ama l’altro ha adempiuto la Legge. Infatti: «Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai», e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità.

La mentalità di questo mondo dice il contrario di ciò che scrive Paolo, il quale attinge dal Vangelo per inviare i suoi messaggi ai cristiani delle chiese da lui fondate. Nel brano riportato in questa domenica Paolo risponde alla richiesta riguardante quale posizione assumere di fronte a istituzioni incompatibili con il messaggio di Cristo.

L’insoddisfazione del sistema politico tentava alcuni cristiani a pianificare una rivolta, oggi diremmo un colpo di stato. L’apostolo ricorda che dobbiamo essere sottomessi alle autorità, perché partecipano della signoria di Dio, di non lasciarsi coinvolgere in avventure che non si addicono a coloro che si professano cristiani. Ci richiama all’unico atteggiamento da assumere di fronte alle leggi come mezzo per ottenere la salvezza perché è via per riconoscere la volontà di Dio. Quando si è nel dubbio su come comportarsi, quando si è incerti sulle scelte da prendere è necessario fare riferimento al fondamento di tutto: «Amerai il tuo prossimo come te stesso» (v. 9); san Paolo vuole che i cristiani siano «radicati e fondati nella carità» (Ef 3,17).

Sappiamo, quindi, cosa significa amare se stessi?

Vuol dire amare la propria profondità, lì dove non puoi mentire, perché sei solo davanti a te stesso! Il prossimo entra in questo “sacrario” detto interiorità, porto il mio prossimo dentro di me con Dio.

È sublime pensare e fare questo con il mio prossimo! È un riflesso dell’amore di Dio che ci porta nel cuore. La nostra interiorità diventa profondità teologica per l’inabitazione dello Spirito Santo. La carità morale si trasforma, perciò, in carità teologale, non è filantropica, ma teologale, che ha origine e fondamento in Dio! Si tratta di una riflessione che ci porterebbe molto lontano, ci basti per ora meditare e contemplare questa bellezza e grandezza della carità teologica!

Tutti gli altri precetti sono una conseguenza. Se la legge dello stato promuove il bene comune siamo chiamati ad osservarla, è un peccato violarla; se, invece, sono contrarie all’amore del prossimo, il cristiano ha il dovere di disobbedire.

Meditiamo:

  • Dio è amore, ma cos’è l’amore per te?
  • Come esprimo il mio amore verso il prossimo?
  • Ognuno di noi con quale cuore ama?