Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 8,35.37-39)

Fratelli, chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

Negli ambienti religiosi si susseguono varie voci: c’è chi parla di abbandono della fede e chi di un risveglio del desiderio di Dio nelle persone; personalmente condivido il pensiero di questi ultimi e la speranza nella continua chiamata di Dio a sé dei suoi figli.

In questa cornice le parole di Paolo ci sono di conforto e di incoraggiamento, nonché siano parole di rara bellezza. Egli esalta l’amore di Dio, fondamento dell’identità cristiana. Nel versetto 31, di poco precedente al passo qui riportato, afferma: «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?» e poi, in questo passo, «chi ci separerà dall’amore di Cristo?» Niente e nessuno! Angustie e tribolazioni non sono una minaccia sulla strada della fedeltà a Cristo Signore. Pur dovendo affrontare situazioni umilianti, ci sentiamo forti per la fede in virtù di Colui che ci ama. Dobbiamo convincerci come Paolo che è persuaso; se anche noi riusciamo a dirci persuasi della vittoria di Cristo possiamo ancorare nella fede le nostre certezze.

Forse perdiamo forza e coraggio quando subiamo un’ingiustizia, un’offesa, parole sgarbate, ecc. Rivolgiamo lo sguardo a Colui dal quale siamo stati conquistati! Dobbiamo sapere che le umiliazioni ci insegnano poco alla volta la vera umiltà.

Possiamo aggiungere alle difficoltà di Paolo un’altra lista, quella personale, da cui ciascuno di noi si sente minacciato: la paura di non essere nelle simpatie del datore di lavoro, ad esempio, la vergogna per non riuscire ad ammettere o riconoscere i propri errori, il senso di colpa che genera angoscia e disperazione, un’offesa con parole fuori posto, ecc. La tentazione di scegliere una via opposta a quella del Vangelo è sempre in agguato, ma Paolo ci assicura: nulla potrà separarci dall’amore di Cristo in Dio!

Camminiamo sulle orme di Cristo che ci precede!

Amare non è sbagliare mai. Ricordiamo la donna piangente ai piedi di Gesù: «Ti sono perdonati i tuoi peccati perché hai molto amato» (Lc 7,48). Le lacrime e il pentimento sincero, segni di un amore totale per il Signore, vengono ottenuti da un cuore purificato e salvato.

San Benedetto chiude l’elenco delle buone opere nel capitolo quarto della Santa Regola dicendo: «Non disperare mai della misericordia divina» (RB 4,74).

A nessuno è precluso il perdono da cui rinasce un cuore libero e il desiderio delle alte vette dell’amore di Cristo Gesù.

Meditiamo:

  • Quali sono gli eventi che sembrano separarmi dall’amore di Dio? Come vi reagisco?
  • Posso declamare anch’io questo inno di vittoria?
  • Sento nell’intimo della mia anima di essere amato da Dio?