XXIV Domenica del tempo ordinario 2026

XXIV Domenica del tempo ordinario 2026

Deboli e forti si completano, possiamo diventare pienezza, cioè specchio dell’azione di Dio, in noi e nella Chiesa. Deboli e forti rivelano il volto totale di Cristo nella storia. Sappiamo che la pienezza è la carità, forti e deboli camminano insieme condividendo i pesi gli uni degli altri e ci prepariamo così alla pienezza totale che si compirà in Paradiso.

XXIII Domenica del tempo ordinario 2026

XXIII Domenica del tempo ordinario 2026

Cosa significa amare se stessi? Vuol dire amare la propria profondità, lì dove non puoi mentire, perché sei solo davanti a te stesso! Il prossimo entra in questo “sacrario” detto interiorità, porto il mio prossimo dentro di me con Dio. È sublime pensare e fare questo con il mio prossimo! È un riflesso dell’amore di Dio che ci porta nel cuore. La nostra interiorità diventa profondità teologica per l’inabitazione dello Spirito Santo.

XXII Domenica del tempo ordinario 2026

XXII Domenica del tempo ordinario 2026

Paolo spiega come realizzare questo sacrificio spirituale. Alla sequela di Cristo, come cristiani, dobbiamo lasciarci trasformare da Lui, dalla sua potenza. Nelle nostre attività quotidiane siamo chiamati a discernere e a lasciare spazio alla volontà del Padre per vivere la nostra condizione di figli amati e amanti di quel Regno che Lui ci ha preparato.

XXI Domenica del tempo ordinario 2026

XXI Domenica del tempo ordinario 2026

La bontà e i disegni di Dio sono davvero incomprensibili e imprevedibili nella storia dei popoli e nella storia personale e comunitaria. Il mistero del male di cui soffre l’umanità è inspiegabile, lo possiamo comprendere solo in parte. Paolo invita a inchinarsi di fronte al mistero e a riconoscere umilmente che le vie del Signore no sono le nostre. Abbiamo però una certezza proveniente dalla fede: tutto è guidato dall’amore del Padre, e ogni avvenimento, anche il più doloroso, ha comunque un senso.

XXIV Domenica del tempo ordinario 2026

XX Domenica del tempo ordinario 2026

Nel brano di questa domenica, Paolo cerca di comprendere come il loro indurimento abbia un risvolto positivo: ha favorito l’accesso dei pagani alla fede. I Giudei, infatti, hanno una mentalità esclusivista, se avessero creduto non avrebbero permesso ai pagani di essere accolti a pieno titolo nella Chiesa; ma non per questo sono condannati, Dio non ritira le sue promesse, anzi le ha mantenute. L’incredulità verso Cristo da parte del popolo dei Giudei non può essere definitiva, un giorno anche loro riconosceranno in Gesù il Messia annunciato dai profeti. E allora sarà festa e gioia grande, perché saremo testimoni di un’autentica «risurrezione dai morti». La misericordia di Dio abbraccerà tutti in un unico amplesso di pace e di giustizia.