XIV Domenica del tempo ordinario 2025
L’adesione al Vangelo non segna il corpo, ma lo stile di vita e le scelte della persona. Non serve a nulla, direi che «spazzatura», il cercare gloria e consensi del mondo; sono plausi e gloria effimeri.
L’adesione al Vangelo non segna il corpo, ma lo stile di vita e le scelte della persona. Non serve a nulla, direi che «spazzatura», il cercare gloria e consensi del mondo; sono plausi e gloria effimeri.
«Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi». Se non vi è amore reciproco, ma egocentrismo, è ovvio che gli altri vengono visti come un ostacolo al compiacimento dei propri bisogni. La libertà cristiana si lascia guidare dallo Spirito. Da Gesù stesso attingiamo luce e sapienza per crescere da uomini e donne liberi, liberi di agire con coscienza davanti a Dio senza cadere nel legalismo (cfr Catechismo della Chiesa cattolica, La moralità degli atti umani, sez. I, cap. I, art. 4).
La risurrezione non è solo una verità su cui si fonda la nostra fede, ma è anche una forza che alimenta, dal di dentro, la nostra speranza di cui la Pasqua ne è il giorno natalizio. Il credente va avanti, affronta le difficoltà sorretto dalla fede, sopporta con pazienza e fortezza d’animo perché è certo della vittoria proveniente dall’amore di Dio. Non è una pia illusione, «è lo Spirito Santo che ci è stato dato». Attraversiamo il Giubileo della speranza, chiediamo la forza dello Spirito Santo che sostenga tutta la Chiesa per affrontare con l’aiuto dell’alto la battaglia contro il principe di questo mondo, Dio è sempre più forte!
Siamo invitati ed esortati alla fiducia in Cristo Gesù, via nuova e vivente: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). Il corpo di carne di Cristo era il velo che nascondeva la sua divinità. Con la sua morte il velo è stato squarciato (Mt 27,51), con la sua risurrezione la “Città santa” è accessibile a tutti.
Nella storia della divina Scrittura incontriamo spesso il termine «nuova». Questo aggettivo dice che è in atto un cambiamento radicale rispetto a quello precedente. Dio opera sempre il “nuovo”, con la sua azione ci sorprende perché Dio cambia dentro, muove l’interiorità dell’uomo. Già nell’Antico Testamento sono cominciate realtà nuove che il Signore attua nel tempo: una nuova alleanza, uno spirito nuovo e una creazione nuova, ecc. (cfr. Is 65,17-18).
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